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NEW YORK “CENTRO DEL MONDO”

Nella città “che non dorme mai”, come viene definita New York, non mancano prestigiose scuole di inglese frequentate da molti cittadini europei che desiderano unire l’esperienza di studio al sogno di vivere un periodo della loro vita al “centro del mondo”.

Quando Sandro Pertini si recò in visita negli Stati Uniti d’America nel 1982 e giunse a  New York per ricevere una laurea honoris causa dalla Columbia University, si concesse una passeggiata nella quinta strada, un’uscita “fuori protocollo”, come spesso gli capitava di fare,  con grande  disappunto e preoccupazione della sua scorta. Un giornalista che lo notò e gli andò appresso, sia pure con molta discrezione, gli chiese che sensazione provasse. “Mi sembra di essere al centro del mondo” rispose Pertini. E’ questa in effetti la sensazione che si prova quando per la prima volta si va a New York, essere al centro del mondo. Il centro della finanza, del commercio, della società moderna occidentale, con tutti i suoi difetti e le sue ineguaglianze, ma con la barra dritta verso una condizione dell’uomo irrinunciabile: la libertà. E’ sempre stata infatti l’immagine della Statua della Libertà, posta all’ingresso del porto di New York, a rimanere impressa nella mente e nel cuore dei nostri immigrati che all’inizio del secolo scorso, dopo lunghi e spesso drammatici viaggi in piroscafo,  arrivavano nella “terra promessa”, l’America. Ed è per questo forse che tutto il mondo libero ha sofferto come propria la tragedia dell’11 settembre 2001, una ferita profonda all’anelito di libertà di ogni essere umano.

Per noi italiani, in particolare, New York è stata come una seconda patria, una terra che ci ha offerto mille possibilità, non ci ha mai discriminato, ci ha anzi dato ampio spazio, spazio ai nostri lavoratori, alle nostre imprese, anche alla nostra capacità di inserirci da protagonisti nella vita della città. Basta ricordare che dal 1954 ad oggi ben quattro sindaci sono stati italo-americani. A cominciare dal mitico Fiorello La Guardia, e poi Vincent Impellitteri, Rudolph Giuliani e l’attuale sindaco in carica Bill De Blasio.

Innumerevoli sono naturalmente i monumenti, i siti, gli edifici, i teatri, i ponti, i quartieri da visitare. Per citarne solo alcuni, i più importanti, si può cominciare con la  Statua della Libertà, forse il simbolo più pregnante  della città e del popolo americano; il “9/11 Memorial e One World Trade Center, eretto nel luogo dove sorgevano le torri gemelle; il famosissimo Central Park, l’Empire State Building, per molto tempo il più alto grattacielo di New York ma certamente ancora il più iconico per la città; e ancora il celeberrimo Ponte di Brooklin, Times Square, Wall Street, la 5thAvenue e Madison Avenue, per finire con Broadway, capitale mondiale degli spettacoli teatrali e musicali.

Nella città “che non dorme mai”, come viene definita New York, non mancano prestigiose scuole di inglese frequentate da molti cittadini europei che desiderano unire l’esperienza di studio al sogno di vivere un periodo della loro vita al “centro del mondo”.

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